
Vivendi non è più il conglomerato che gli investitori conoscevano due anni fa. Dalla scissione della fine del 2024, il perimetro quotato è cambiato profondamente: le attività editoriali sono uscite dal gruppo, e l’azione Vivendi rappresenta ora una struttura simile a una holding media e cash. Per chi intende acquistare questo titolo nel 2024, comprendere questo nuovo perimetro è il primo riflesso da avere prima di qualsiasi decisione.
Nuovo perimetro di Vivendi dopo la scissione: cosa rappresenta realmente il titolo

Immaginate di acquistare un appartamento in un edificio. Se il proprietario vende due piani nel frattempo, il valore della vostra unità cambia, anche se l’indirizzo rimane lo stesso. È esattamente ciò che è successo con Vivendi.
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Con la creazione di Louis Hachette Group, le attività editoriali (Hachette Livre, Lagardère) sono uscite dal perimetro quotato. Vivendi conserva principalmente Canal+ e partecipazioni residue di tipo holding. Gli analisti che parlano ancora di un “gruppo media diversificato” descrivono un Vivendi che non esiste più.
Prima di esplorare le strategie per investire in Vivendi, è necessario accettare questa realtà: non state investendo in un conglomerato, ma in una holding ristrutturata la cui valorizzazione dipende ampiamente da Canal+ e dalla gestione della liquidità disponibile.
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Questa distinzione ha una conseguenza diretta sul prezzo. Il mercato applica generalmente uno sconto da holding su questo tipo di struttura, cioè la somma delle parti vale più del prezzo di Borsa. Per un investitore paziente, questo sconto può essere un’opportunità. Per un investitore frettoloso, può diventare una trappola.
Riacquisti di azioni Vivendi: il leva che pochi investitori monitorano

Quando un’azienda riacquista le proprie azioni, riduce il numero di titoli in circolazione. Ogni azione rimanente rappresenta quindi una quota più grande della torta. È un meccanismo semplice, ma i suoi effetti sono spesso sottovalutati.
Vivendi ha intensificato i suoi programmi di riacquisto di azioni dalla scissione di UMG e dalla progressiva diminuzione del dividendo. Questo cambiamento riflette un cambiamento di filosofia: il gruppo privilegia ora una logica di rendimento totale piuttosto che solo dividendo distribuito.
Perché questa scelta è importante per voi? Perché la maggior parte degli articoli su Vivendi si concentra sul dividendo per azione, che è diminuito significativamente negli ultimi anni. Il dividendo 2024 si attesta a 0,04 euro per azione, rispetto a 0,25 euro nel 2023. Preso isolatamente, questo numero scoraggia. Inserito in una strategia di riacquisto massiccio, assume un altro significato.
Cosa cambia concretamente con il riacquisto di azioni
- La riduzione del flottante sostiene meccanicamente il prezzo, a parità di condizioni, diminuendo l’offerta di titoli disponibili sul mercato
- Ogni azione mantenuta in portafoglio guadagna in peso relativo nella società, aumentando la vostra esposizione ai risultati futuri senza spendere un euro in più
- Il riacquisto crea un’opzionalità su una futura operazione di capitalizzazione (OPA, ritiro di quotazione), scenario regolarmente evocato attorno al gruppo Bolloré
Un investitore focalizzato esclusivamente sul rendimento del dividendo perderà di vista questa dinamica.
Canal+ a livello internazionale: il motore strategico di Vivendi ristrutturato
Canal+ non è più solo il canale criptato francese che i vostri genitori conoscono. La sua crescita internazionale, in particolare in Africa, costituisce il principale veicolo di valore per il gruppo.
Avete già notato che le piattaforme di streaming si contendono mercati al di fuori dell’Europa e dell’America del Nord? Canal+ ha preso un vantaggio in questo campo, con una base di abbonati in espansione in aree dove la concorrenza di Netflix o Disney+ rimane meno intensa.
Canal+ internazionale rappresenta il principale catalizzatore di rivalutazione per l’azione Vivendi nei prossimi anni. Se la crescita degli abbonati si mantiene, il mercato finirà per integrare questo valore nel prezzo. Se rallenta, lo sconto da holding rischia di persistere.
Punti di attenzione su Canal+
La crescita a livello internazionale non garantisce nulla. I costi di acquisizione dei contenuti stanno aumentando ovunque, e la redditività nei mercati emergenti rimane più volatile rispetto al mercato francese. Il principale rischio rimane la compressione dei margini di fronte a concorrenti meglio capitalizzati.
Un investitore che entra in Vivendi deve monitorare due indicatori ad ogni pubblicazione di risultati: il numero di abbonati Canal+ al di fuori della Francia e l’evoluzione del costo medio per abbonato.
Investire in Vivendi tramite un PEA: fiscalità ed eleggibilità
Vivendi è un titolo eleggibile per il PEA, il che lo rende un veicolo interessante per un investitore privato in Francia. Il vantaggio è concreto: dopo cinque anni di detenzione, le plusvalenze sono soggette solo ai prelievi sociali, senza imposta sul reddito.
Per un titolo la cui tesi si basa sulla pazienza (sconto da holding, riacquisti di azioni, crescita di Canal+ internazionale), il PEA è l’involucro più coerente. Il quadro fiscale premia precisamente l’orizzonte lungo che corrisponde a questo profilo di investimento.
Attenzione a un punto spesso trascurato: dopo la scissione, gli azionisti hanno ricevuto titoli delle nuove entità. A seconda del vostro intermediario, questi titoli potrebbero essere stati collocati in un conto titoli ordinario e non nel PEA. Verificate la composizione esatta del vostro portafoglio.
Struttura azionaria di Vivendi: il peso di Bolloré nell’equazione
Il gruppo Bolloré è il principale azionista di Vivendi. Questa concentrazione del capitale orienta le decisioni strategiche, dalla politica dei dividendi alle operazioni di ristrutturazione.
Per un azionista di minoranza, ciò significa due cose. Da un lato, le decisioni importanti (scissione, riacquisto, cessione di attivi) sono ampiamente prevedibili, poiché seguono la logica patrimoniale di Bolloré. Dall’altro, l’interesse minoritario può divergere dall’interesse maggioritario, in particolare sul calendario e sul prezzo di eventuali operazioni di ritiro.
La scissione della fine del 2024, approvata in assemblea generale nonostante l’opposizione di alcuni minoritari, illustra questa tensione. Bolloré ha ottenuto ragione sul piano adottato. Un investitore che entra nel titolo accetta implicitamente questa governance concentrata.
Il titolo Vivendi si rivolge a un profilo di investitore che accetta la complessità di una holding in evoluzione, la volatilità legata alle decisioni di un azionista di riferimento dominante, e un rendimento che si costruisce su più anni piuttosto che su un dividendo trimestrale. La domanda da porsi non è “Vivendi salirà?”, ma “capisco cosa possiedo e perché lo possiedo?”.